Not a Design Company l'ho fondata nel 2023 con un'idea abbastanza semplice: le PMI italiane spendevano troppo per soluzioni digitali mediocri, consegnate da agenzie che poi sparivano. Avevo visto questa storia ripetersi troppe volte.

Il salto sull'AI è arrivato nel 2024. Non per seguire il trend, sia chiaro. Era semplicemente la risposta più concreta a quello che i clienti ci chiedevano: fare di più, con le stesse persone, senza assumere a caso.

Oggi siamo in quattro. Ruoli precisi, ufficio a Brescia, e un modo di lavorare che cerco di tenere il più possibile ancorato ai risultati misurabili. Vi racconto chi c'è dietro.

Il team di Not a Design Company in ufficio a Brescia
Quattro persone, un solo modo di lavorare: poche promesse, molti numeri.

Il team

Tommaso Montanari, CEO e founder

Tommaso Montanari, CEO e founder

Mi occupo di strategia e di capire se un progetto ha senso prima ancora che parta. Tradotto: quando un'azienda ci contatta, il mio lavoro è capire dove l'AI può creare valore reale per quel contesto specifico, non in astratto. E se non lo crea, dirlo.

Ho lavorato con imprenditori, CFO, responsabili operations in settori molto diversi: manifattura, servizi, retail, logistica. Quello che ho imparato è che il problema quasi mai è tecnologico. Di solito è che non si sa da dove partire, oppure che si è già stati delusi da qualcuno che ha promesso troppo.

Mirko Marini, CTO e co-founder

Mirko Marini, CTO e co-founder

Mirko è la ragione per cui quello che promettiamo regge tecnicamente. Ha un background solido su architetture scalabili e sull'integrazione tra sistemi AI e quello che le aziende hanno già: ERP, CRM, gestionali vari. Roba che non si può buttare e che deve continuare a funzionare mentre si aggiunge il nuovo.

Il suo principio è che un sistema deve funzionare in produzione, non solo durante la demo. Questa differenza, per un'azienda che dipende da quei processi ogni giorno, vale moltissimo.

Giacomo Bonassi, Lead Designer

Giacomo Bonassi, Lead Designer

Una cosa che molte agenzie trascurano: l'AI funziona solo se le persone la usano davvero. Giacomo lavora per fare in modo che ogni interfaccia, che sia un chatbot, una dashboard o uno strumento interno, sia comprensibile per chi non è un tecnico.

Si occupa di UX e design system, con attenzione specifica a come si comportano le interfacce AI quando l'utente non sa bene cosa aspettarsi. Non è un dettaglio secondario.

Simone Guerini, Sales Manager

Simone Guerini, Sales Manager

Simone è il primo punto di contatto per quasi tutti i nuovi clienti. Il suo approccio non è vendere a tutti i costi: è capire se siamo la risposta giusta per quella specifica azienda. Se non lo siamo, lo dice.

Funziona così per una ragione pratica: bruciare il budget di un cliente su qualcosa che non produrrà risultati non è un modello sostenibile. Né per loro né per noi.

Il team Not a Design Company al lavoro
Dietro ogni progetto c'è chi lo disegna, lo integra in produzione e lo spiega a chi deve usarlo ogni giorno.

Come funziona un progetto, in concreto

Non partiamo mai dalla tecnologia. Partiamo da un problema: un processo lento, un costo che non torna, una funzione che non scala. Poi costruiamo la soluzione più semplice che lo risolve.

Il processo ha tre fasi, e non deroghiamo.

Prima si fa l'analisi: si capisce dove l'AI può creare valore misurabile per quella specifica azienda e si definiscono i KPI che useremo per valutare il successo. Senza questa fase, il progetto non parte.

Poi si consegna un prototipo funzionante entro trenta giorni. Non una presentazione, non un mockup, non una roadmap. Qualcosa che gira.

Infine si lavora sull'iterazione: review mensili con dati reali, aggiustamenti, espansione solo quando la prima fase ha dimostrato che funziona.

Perché Brescia

Non è un dettaglio di colore. Brescia è una delle province manifatturiere più dense d'Italia. Le PMI qui sono solide, concrete, abituate a lavorare bene e storicamente diffidenti verso le agenzie digitali. Spesso a ragione, tra l'altro.

Conoscere questo contesto cambia molto il modo in cui ci rapportiamo ai clienti. Sappiamo cosa significa per un imprenditore bresciano prendersi un rischio su una tecnologia nuova. Andiamo a bere il caffè, facciamo riunioni in presenza, costruiamo fiducia nel tempo. Non è un approccio romantico: è semplicemente quello che funziona qui.

La filosofia, in una riga

Ogni strumento AI può essere usato bene o male. La differenza non sta nella tecnologia: sta in chi la progetta, per quale obiettivo, in quale contesto.

Il nostro obiettivo è uno: che il cliente, sei mesi dopo aver lavorato con noi, possa dire "ho risparmiato X ore a settimana" o "le conversioni sono salite del Y%". Con numeri veri, non con la sensazione che le cose stiano andando meglio.

Se non riusciamo a costruire quel tipo di caso prima di partire, lo diciamo. È più scomodo a breve, ma è l'unico modo per lavorare senza doversi nascondere dopo.